Con 191 aziende partecipanti, 8.422 i visitatori (+5% sul 2025) più di 350 convegni, incontri e iniziative speciali, a partire dalla prima edizione del programma “NEXT Excellence”, award e ciclo di incontri dedicati all’innovazione, alla sostenibilità, si è conclusa l’edizione 2026 di “Ambiente Lavoro, Salone della salute e della sicurezza sul lavoro”.

Anfos e Quotidiano Sicurezza in Fiera, Quotidiano Sicurezza media partner ha ascoltato alcuni dei rappresentati istituzionali presenti, a partire da Marilena Pavarelli project manager dell’evento, intervistata nelle ore successive all’ultimo appuntamento del programma Next Excellence, chiamato “Next Safety Connection, workshop su esperienze ed eccellenze nella gestione della sicurezza in contesti aziendali”.

Marilena Pavarelli, project manager Ambiente Lavoro

Solo quindici anni fa sarebbe stato molto difficile immaginare di portare i datori di lavoro all’interno di una manifestazione dedicata alla sicurezza, farli sedere a un tavolo di confronto e coinvolgerli in modo diretto. Anche oggi non è sempre immediato, tuttavia, un cambiamento culturale è avvenuto: le figure della prevenzione, un tempo percepite come elementi di disturbo o come soggetti esclusivamente prescrittivi, sono oggi più spesso ascoltate e considerate interlocutori utili.

In molte aziende si è compreso che il benessere e la sicurezza delle persone incidono direttamente anche sulla produttività, sui risultati economici e sull’andamento complessivo dell’organizzazione. Questo rappresenta uno snodo culturale significativo. Se in futuro si riuscirà a portare allo stesso tavolo anche un numero maggiore di piccole e medie imprese, si potrà parlare di un ulteriore risultato raggiunto. Occorre tuttavia considerare che le esperienze maturate in grandi realtà aziendali non sono sempre trasferibili automaticamente al tessuto produttivo italiano, composto in larga parte da PMI. Le differenze riguardano risorse economiche, struttura organizzativa, competenze interne e atteggiamento culturale. Non è quindi semplice replicare modelli nati in contesti molto strutturati.

Restano però alcuni messaggi di valore generale, utili anche nelle realtà meno complesse. Tra questi, il dialogo tra proprietà, rappresentanza aziendale e figure della prevenzione. La condivisione degli obiettivi tra chi governa l’impresa e chi si occupa di salute e sicurezza non è scontata, ma può diventare un modello importante anche per aziende di minori dimensioni. Il tema della salute e sicurezza sul lavoro rimane centrale per il Paese. I dati sugli infortuni continuano a mostrare una situazione preoccupante e, negli ultimi dieci o quindici anni, non si registrano cambiamenti radicali. La domanda è quindi come uscire da questa dinamica. Non esiste una risposta semplice: il lavoro quotidiano di prevenzione continua, con la speranza di produrre effetti positivi e duraturi.

Tra le grandi aspettative vi è oggi quella legata all’intelligenza artificiale. Automazione, robotica e tecnologie avanzate aprono scenari complessi: da un lato ci si interroga sugli spazi che resteranno alle attività umane; dall’altro, sulla possibilità di ridurre i rischi eliminando alcune mansioni o supportandole con nuovi strumenti.L’intelligenza artificiale potrà avere un ruolo importante, anche se non è ancora chiaro in quale forma. La sua capacità di raccogliere, analizzare e interpretare grandi quantità di dati è già evidente, ad esempio, in sanità, dove può esaminare immagini diagnostiche e risultati, lasciando comunque al professionista la decisione finale.Un’applicazione simile potrebbe essere immaginata nella sicurezza sul lavoro, per individuare dinamiche di rischio che l’osservazione umana da sola non sempre coglie. Un ambito particolarmente interessante è quello dei near miss, gli incidenti mancati: segnali preziosi che indicano che qualcosa stava per accadere, senza essersi ancora trasformato in danno.

Analizzare i near miss significa cogliere un’occasione di prevenzione. L’intelligenza artificiale potrebbe aiutare a raccogliere, classificare ed elaborare questi dati, individuando fattori ricorrenti e segnali deboli che precedono l’evento. Esistono già applicazioni che rilevano comportamenti o spostamenti degli operatori e li segnalano non per finalità sanzionatorie, ma per favorire un riorientamento dei comportamenti.

Naturalmente, questi strumenti aprono anche questioni delicate legate a privacy, tutela dei dati e rapporto con le rappresentanze sindacali. Il confine tra uso positivo delle tecnologie e impiego invasivo può essere sottile e richiede grande attenzione.L’evoluzione della cultura della sicurezza passa anche da qui. Il fatto stesso che oggi si parli di near miss, incidenti mancati e segnali di rischio rappresenta un avanzamento rispetto a un’impostazione esclusivamente reattiva, centrata solo sull’evento già accaduto.

Anche Ambiente Lavoro sta ampliando progressivamente il proprio campo di interesse. Accanto ai temi tradizionali della formazione e dei servizi, cresce l’attenzione verso prodotti, tecnologie e aree professionali connesse. La sicurezza si intreccia sempre più con ambiente, sostenibilità, risorse umane e facility management.Il facility management, ad esempio, ha un legame evidente con la sicurezza: manutenzione, gestione degli immobili, impianti, climatizzazione, ristrutturazioni e nuovi edifici incidono direttamente sulle condizioni di lavoro. Operare in ambienti esposti a temperature elevate o in spazi progettati per garantire condizioni adeguate non è la stessa cosa, soprattutto in un contesto segnato dal cambiamento climatico.

Per questo è sempre più evidente la continuità tra professioni diverse, tutte orientate al benessere e alla sicurezza delle persone nei luoghi di lavoro. La manifestazione continuerà quindi ad ampliare i temi trattati e i professionisti coinvolti, mantenendo la sicurezza come interlocutore principale. Il nome stesso, Ambiente Lavoro, richiama tutto ciò che incide sull’ambiente di lavoro e sulle condizioni di chi vi opera.

In questa edizione sono stati affrontati anche temi conclamati ed emergenti: rischi psicosociali, stress lavoro-correlato, burnout e impatto delle nuove tecnologie sulla vita lavorativa. Gli strumenti digitali sono ormai onnipresenti e la richiesta di essere attivi su più piani contemporaneamente è diffusa. Questo affaticamento può avere conseguenze importanti sulla salute. A ciò si aggiungono fenomeni sociali più ampi, come aggressività, difficoltà relazionali e aumento delle situazioni conflittuali.

Sono particolarmente esposti operatori sanitari, personale scolastico, lavoratori del trasporto pubblico e, più in generale, chi opera a contatto diretto con l’utenza. Episodi di aggressione verso insegnanti o operatori pubblici, un tempo difficili da immaginare con tale frequenza, mostrano un cambiamento del contesto sociale di cui la prevenzione deve tenere conto.Le nuove generazioni appaiono più attente al benessere, all’equilibrio vita-lavoro e alla sostenibilità delle condizioni professionali. È un cambiamento che può essere letto positivamente, perché introduce maggiore consapevolezza nel rapporto con il lavoro.

In questo quadro si inserisce il nuovo Accordo Stato-Regioni sulla formazione, tema centrale dell’edizione. L’Accordo è stato esaminato da più punti di vista e appare coerente con l’obiettivo di misurare qualità ed efficacia della formazione. Si tratta di una presa di coscienza importante; resta ora da capire come questi principi saranno tradotti concretamente.

Un ruolo fondamentale continua a essere svolto dalle istituzioni e dagli enti che collaborano ai grandi convegni: INAIL, Regione Emilia-Romagna, Azienda USL di Modena, Conferenza Stato-Regioni e altri soggetti coinvolti. È una collaborazione storica e preziosa, che ha consolidato appuntamenti di alto valore tecnico e culturale. Un esempio significativo è stato il convegno REACH, dedicato al rischio chimico, da trent’anni punto di riferimento per molti professionisti. La competenza dell’Azienda USL di Modena e della Regione Emilia-Romagna su questi temi è riconosciuta anche in ambito istituzionale ed europeo.Resta però il tema del ricambio generazionale. Molti protagonisti di queste iniziative hanno alle spalle una lunga carriera e il sistema avverte la necessità di nuove risorse. Non è allarmismo, ma una consapevolezza condivisa: le risorse per inserire nuove professionalità sono limitate e il ricambio non è semplice.

Il prossimo appuntamento della manifestazione è previsto dall’8 al 10 giugno. La collocazione nella tarda primavera è ormai consolidata. Ambiente Lavoro continuerà così a rappresentare un luogo centrale di confronto per chi si occupa di salute, sicurezza, prevenzione, innovazione e qualità del lavoro”.

Fabi, assessore Politiche Salute Regione Emilia Romagna

Elevato il numero dei convegni istituzionali, a partire dal convegno inaugurale “ASL incontri – La tutela della salute nei luoghi di lavoro e il valore strategico della formazione alla luce dell’Accordo Stato-Regioni 59/2025” tenuto da Regione Emilia Romagna, Ausl Modena, Inail a margine del quale abbiamo ascoltato Massimo Fabi, Assessore alle Politiche per la Salute, Regione Emilia-Romagna.

“L’iniziativa ospitata alla Fiera di Bologna è stata particolarmente importante. Grazie al coordinamento svolto dall’INAIL e al coinvolgimento di numerosi soggetti istituzionali come il settore Assistenza e Prevenzione dell’Assessorato regionale, è stato organizzato un appuntamento, curato anche dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’AUSL di Modena, che ha riunito esperti, datori di lavoro, associazioni, confederazioni sindacali, rappresentanti del mondo datoriale, operatori di sanità pubblica, servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, medici competenti e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

L’obiettivo è stato quello di fare il punto sui nuovi contenuti dei provvedimenti nazionali e sul progressivo sviluppo dell’attività formativa, intesa come acquisizione culturale degli strumenti utili a prevenire infortuni sul lavoro e malattie professionali. I settori maggiormente coinvolti sono stati l’edilizia e l’agricoltura, ma anche alcuni comparti della pubblica amministrazione, come la sanità, che risultano esposti a specifici rischi.

Il Presidente della Repubblica richiama periodicamente, e giustamente, l’attenzione su questi temi, sollecitando una maggiore sensibilità verso la prevenzione e la cultura della sicurezza. È fondamentale fare sistema tra i diversi soggetti istituzionali competenti. Per questo desidero ringraziare anche il Ministero della Salute, che ci è stato vicino nell’organizzazione dell’evento, così come la Conferenza delle Regioni e la Commissione Salute, che coordiniamo attraverso l’area tecnica dedicata alla promozione della sicurezza sul lavoro.

Il consiglio alle realtà coinvolte nell’applicazione dell’Accordo è quello di fare informazione e di considerare i Servizi di prevenzione, sicurezza e ambienti di lavoro delle Aziende USL non soltanto come soggetti di vigilanza e controllo, ma anche come interlocutori in grado di accompagnare le imprese e le organizzazioni nella promozione della cultura della prevenzione e della sanità pubblica”.

Cella, Regione Emilia Romagna

E Maria Teresa Cella, Responsabile Area Tutela della Salute nei luoghi di lavoro – Regione Emilia Romagna.

“Numerosi sono i convegni organizzati nella manifestazione ai quali ha preso parte Regione Emilia Romagna. A partire dal convegno di apertura, il convegno nazionale dedicato all’Accordo Stato-Regioni in materia di formazione. Si è trattato di un appuntamento di particolare rilievo, poiché l’Accordo ha fornito definizioni, indicazioni operative e chiarimenti su aspetti della formazione attesi da tempo dagli operatori del settore. Nel corso dell’incontro è intervenuta anche la Direzione generale della prevenzione del Ministero della Salute. Il confronto sulle novità introdotte dall’Accordo ha consentito di richiamare il Piano Nazionale della Prevenzione e, più in generale, la strategia del Ministero in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Il settore si trova attualmente in una fase di significativo fermento normativo e organizzativo. Dall’analisi emersa durante il convegno risulta evidente come i servizi di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro abbiano bisogno di un incremento delle risorse e delle professionalità disponibili. Al tempo stesso, tali servizi esprimono già rilevanti potenzialità di sviluppo, soprattutto in relazione alla possibilità di rafforzare le attività di vigilanza, controllo e assistenza rivolte alle imprese, con l’obiettivo di garantire una tutela sempre più efficace dei lavoratori.

In un momento di transizione normativa, nel quale nuove disposizioni si affiancano e sostituiscono progressivamente il quadro precedente, è fondamentale continuare a investire nella crescita dei professionisti e nel potenziamento dei servizi. Come Regione Emilia Romagna, l’attenzione verso i temi della salute e sicurezza sul lavoro è sempre stata elevata e resta prioritario il sostenere lo sviluppo delle competenze, il rafforzamento delle strutture operative e la qualificazione degli interventi sul territorio.

In questa direzione sono già state avviate diverse iniziative, sia sul versante della vigilanza nei luoghi di lavoro sia su quello del riconoscimento e della valorizzazione delle competenze professionali. Tra le attività in corso rientrano percorsi finalizzati a intercettare nuove disponibilità professionali, favorire l’accesso a profili specialistici e approfondire le esigenze connesse al riconoscimento di specifiche qualifiche. Il lavoro avviato si sviluppa quindi su più livelli: rafforzamento delle competenze, potenziamento dei servizi, attività di vigilanza, assistenza alle imprese e riconoscimento delle qualifiche professionali. Si tratta di ambiti strettamente collegati, indispensabili per rendere più efficace l’azione pubblica in materia di prevenzione.

Il prossimo impegno sarà rappresentato dalla definizione del Piano Regionale della Prevenzione. Su questo fronte l’obiettivo è rilanciare ulteriormente i piani mirati di prevenzione, indirizzandoli verso i settori che richiedono maggiore attenzione, tra cui autotrasporto, industria, agricoltura, logistica e, più in generale, prevenzione dei rischi professionali. La finalità complessiva resta quella di consolidare una strategia di prevenzione strutturata, capace di rafforzare la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e di accompagnare imprese, lavoratori e istituzioni in un percorso di crescita condivisa”.

Diegoli, Regione Emilia Romagna

Giuseppe Diegoli, Responsabile Settore Prevenzione collettiva e sanità pubblica – Regione Emilia Romagna. 

“Gli obiettivi del corso e dell’incontro sono stati essenzialmente quelli di riprendere il tema della formazione all’interno della nuova programmazione nazionale, rappresentata dal nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2026-20231. Ricordo infatti che il nuovo piano, appena recepito dalle Regioni, definirà gli indirizzi per il prossimo quinquennio. In questo quadro, la medicina del lavoro e la sicurezza dei lavoratori rientrano nel più ampio sistema della prevenzione e della tutela della salute. E all’interno di questo percorso, l’attività di formazione del personale, degli addetti e dei responsabili rappresenta una delle priorità che intendiamo affrontare.

I diversi interlocutori coinvolti, dal Ministero della Salute all’INAIL, dai Dipartimenti di Sanità Pubblica al settore giuridico, hanno contribuito nel chiarire obiettivi, priorità, tempistiche e modalità di attuazione. Sul sito della Regione Emilia-Romagna saranno messi a disposizione tutti gli atti del convegno. Saranno inoltre disponibili checklist, strumenti operativi e modalità di controllo e verifica. Oltre a questo, resta fondamentale l’aggiornamento continuo degli operatori del settore. L’obiettivo è mantenere informati gli operatori del settore, i responsabili e i datori di lavoro”.

Ferrari, Ausl Modena

Davide Ferrari, Direttore Dipartimento di sanità Pubblica AUSL di Modena.

“Il convegno ha analizzato il tema della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro alla luce dell’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, sottolineando come la formazione rappresenti uno strumento fondamentale per migliorare e garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori. Nell’ambito dell’impianto previsto dal Decreto Legislativo 81/2008, la formazione ha un ruolo centrale e su questo è necessario continuare a investire. L’Accordo Stato-Regioni ha ora definito nuove regole e introdotto importanti novità. Tra queste, vi è innanzitutto l’obbligo di formazione anche per il datore di lavoro, che finora non era previsto in questi termini. Un’altra novità rilevante riguarda l’obbligo di verificare l’efficacia della formazione.

La formazione, quindi, non può essere considerata semplicemente un adempimento normativo o burocratico, ma deve essere intesa come un processo capace di portare tutti i destinatari, datore di lavoro, dirigenti, preposti e lavoratori, non solo a conoscere le norme di prevenzione, ma anche ad adottare comportamenti sicuri. Questo è un aspetto fondamentale. L’Accordo Stato-Regioni presenta alcuni passaggi che possono richiedere chiarimenti o ulteriori esplicitazioni. A tal proposito è utile segnalare che sul sito del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali sono state recentemente pubblicate le FAQ sull’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, un documento elaborato da un gruppo interistituzionale composto dalla Direzione Generale per la Salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro del Ministero, INAIL, INL e Regioni. Si tratta di uno strumento pensato proprio per chiarire alcuni passaggi dell’Accordo che potrebbero non risultare di immediata o facile interpretazione”.

Cornaggia, Regione Lombardia Coordinamento interregionale salute e sicurezza luoghi lavoro

Giunto alla trentesima edizione il convegno “REACH-OSH_2026 – La sicurezza chimica nei luoghi di lavoro”, organizzato da Regione Emilia Romagna, Inail, Azienda Usl di Modena. Appuntamento storico, essenziale nel dibattito sul rischio chimico, al termine del quale abbiamo ascoltato Nicoletta Cornaggia, Regione Lombardia – Coordinamento interregionale salute e sicurezza luoghi lavoro. 

“L’obiettivo del convegno è stato quello di favorire la prevenzione nel senso più ampio. Nel caso specifico, parlando di sostanze chimiche e dei regolamenti afferenti a REACH e a OSH, l’interesse è la tutela del consumatore e la tutela del lavoratore, più in generale, della tutela di ogni cittadino che possa entrare in contatto con determinate sostanze chimiche. Il tema è complesso perché, come è stato rappresentato fin dall’inizio del convegno, sulle sostanze chimiche convergono regolamentazioni che appartengono ad ambiti differenti. La sostanza chimica è la stessa: gli scenari d’uso, la scheda di sicurezza, la valutazione del rischio, il concetto di rischio e di pericolo vengono trattati anche in modo diverso a seconda del quadro regolatorio di riferimento.

Sul fronte della normativa sociale, vige il Decreto Legislativo 81/2008 che riguarda la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. La difficoltà sta nel riconoscere le sovrapposizioni tra le diverse normative rispetto alla stessa tematica. Tali sovrapposizioni richiedono la conoscenza dei due distinti regolamenti (e delle leggi da questi derivanti) che devono essere compresi anche nel dettaglio delle misure di prevenzione che impongono. L’impegno degli operatori della prevenzione, siano essi delle ASL, delle Regioni, dei Ministeri o di altre istituzioni, resta costante, rinnovato, solido e determinato. C’è, però, necessità di un rafforzamento dei Servizi che si occupano di questi temi. Nuove risorse per presidiare e garantire i livelli essenziali di assistenza. La carenza di risorse determina una pressione crescente sui Servizi.

Il rischio è che la prevenzione, pur essendo molto richiamata nei suoi principi, vada progressivamente verso un esaurimento operativo. Si confida che il Governo e Ministero della Salute, con il nuovo Piano Nazionale della Prevenzione, possano prevedere anche un finanziamento adeguato perché il bisogno di risorse è ormai molto elevato.

A ciò si aggiunge un ulteriore problema: il sistema universitario offre sempre meno risorse professionali disponibili ad una pubblica amministrazione che ha perso attrattività. Tutto sta avanzando molto velocemente. Per questo servono competenze, capacità tecniche e formazione continua. Il tentativo è quello di bilanciare il personale disponibile con le esigenze crescenti del sistema, ma questo equilibrio diventa ogni giorno più difficile da mantenere.

Benedetti, CTSS INAIL

Fabrizio Benedetti, direttore direttore CTSS (Consulenza Tecnica per la Salute e la Sicurezza) Inail. 

La cultura della sicurezza si costruisce anche attraverso occasioni di confronto come quelle tenute da Inail durante Ambiente Lavoro. Occasioni nelle quali competenze diverse sono orientate verso un obiettivo comune: migliorare la prevenzione e rafforzare la tutela della salute nei luoghi di lavoro. La presenza di INAIL in Fiera è ogni anno particolarmente intensa e rilevante. I convegni organizzati dall’Istituto sono orientati alle principali innovazioni del momento e ai temi sui quali si sta concentrando l’attività di ricerca e prevenzione.

Tecnologie abilitanti, l’Internet delle cose, i dispositivi intelligenti e i dispositivi di protezione individuale di nuova generazione. Altri approfondimenti sono stati dedicati a progetti specifici, come la valutazione del rischio biologico negli ospedali o l’efficacia dei sistemi di gestione nell’industria chimica.

Si tratta dei diversi fronti sui quali l’Istituto sta lavorando, in collaborazione con le istituzioni di ricerca e con le parti sociali. INAIL, pur essendo un grande istituto, non può operare da solo: per rendere efficace l’azione di prevenzione è necessaria la collaborazione di tutti gli attori della sicurezza. Tra questi vi sono le parti sociali, le organizzazioni sindacali, le associazioni dei datori di lavoro, gli organismi paritetici, gli ordini professionali e le organizzazioni tecnico-scientifiche, comprese quelle che operano direttamente nel campo della sicurezza e che sono ampiamente rappresentate in fiera. Il lavoro dell’Istituto si fonda quindi sulla massima collaborazione possibile con tutti questi soggetti, nella consapevolezza che la prevenzione richiede una rete ampia, competente e costantemente aggiornata.

Centrale è la necessità di accompagnare l’evoluzione tecnologica del mondo del lavoro e dei rischi. Da un lato, infatti, permangono situazioni critiche, con infortuni che, pur in diminuzione, continuano a verificarsi in contesti come gli ambienti confinati, i lavori in quota e altri scenari ad alto rischio. Dall’altro lato, l’innovazione può offrire un contributo significativo alla sicurezza, modificando anche il modo stesso di lavorare. Le nuove tecnologie possono aiutare l’uomo, sostituirlo in attività particolarmente pesanti, ripetitive o pericolose, oppure supportarlo nello svolgimento di mansioni a rischio, contribuendo così alla riduzione degli infortuni. Queste opportunità devono essere colte e governate in modo corretto, nel pieno rispetto delle normative vigenti, dalla tutela della privacy alla cybersicurezza, dalla protezione dei dati dei lavoratori al rispetto dello Statuto dei lavoratori. L’obiettivo è inserire strumenti nuovi nei sistemi organizzativi delle aziende, migliorando le prestazioni dei processi e riducendo i rischi. Innovazione, prevenzione e tutela della persona devono procedere insieme, affinché il progresso tecnologico diventi realmente un fattore di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Tra i convegni ai quali ha preso parte Inail ricordiamo infine anche l’appuntamento nazionale dedicato al REACH. Una ulteriore giornata di particolare rilievo, un appuntamento che da ben trent’anni, contribuisce alla diffusione di conoscenze e competenze sul rischio chimico. Il rischio chimico è strettamente in relazione al rischio cancerogeno, da agenti mutageni e a molte delle problematiche connesse alla tutela della salute dei lavoratori e alle malattie professionali. Si tratta di un ambito che richiede attenzione costante, aggiornamento e consapevolezza”.

Govoni, Regione Emilia Romagna – Gruppo tecnico interregionale per la sicurezza chimica

Celsino Govoni, Regione Emilia Romagna, Gruppo tecnico interregionale per la sicurezza chimica.

REACH-OSH_2026 si propone al mondo della prevenzione come un momento d’aggiornamento, di riflessione e di confronto sulla corretta applicazione del Titolo IX, Capi I e II del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81 (D.Lgs.81/08) con particolare attenzione agli obblighi cogenti del Datore di Lavoro in relazione al supporto applicativo che viene fornito dalle informazioni previste dal Titolo IV del Regolamento REACH per quanto riguarda le Prescrizioni relative alle Schede di Dati di Sicurezza (SDS) e a quelle SDS estese dagli Scenari d’esposizione, dagli obblighi di comunicare informazioni a valle della catena d’approvvigionamento per le sostanze in quanto tali o in quanto componenti di miscele per le quali non è prescritta una SDS, sulle sostanze presenti negli articoli e sulle sostanze e sulle miscele a monte della catena d’approvvigionamento. Infine, verranno sottolineati gli obblighi di informazione e formazione per i lavoratori in relazione all’accesso a tutte le fonti d’informazione previste dal Regolamento REACH ed in merito all’obbligo di conservare queste informazioni assicurandone la disponibilità per un periodo di almeno dieci anni dopo che le sostanze o le miscele sono state fabbricate, importate, fornite o utilizzate per l’ultima volta. […]

Ai fini di un corretto e completo processo di valutazione del rischio chimico nei luoghi di lavoro e della conseguente valutazione dell’esposizione, cui segue la progettazione dei percorsi di informazione e formazione dei lavoratori e l’adozione delle misure generali e specifiche di prevenzione e protezione, l’iniziativa avrebbe l’ambizione di sollecitare, oltre all’ormai auspicabile miglioramento della completezza e della coerenza, anche la necessaria correttezza dei dati contenuti nella SDS e dei corrispondenti scenari espositivi oltre che gli adempimenti relativi al processo di Autorizzazione e Restrizione ai sensi del Regolamento REACH, adempimenti che inevitabilmente vanno ad impattare nell’applicazione, a livello nazionale, del D.Lgs.81/08. […]

Il tema delle già richiamate interazioni fra la Normativa di Prodotto e la Normativa Sociale, trattato nell’ambito del Convegno Nazionale REACH-OSH_2026, risulta in linea ed in continuità con le Campagne del 2018 e del 2019 dell’Occupational Safety and Health Administration (OSHA), riguardanti la «Salute e Sicurezza negli ambienti di lavoro in presenza di sostanze pericolose». Se da un lato il Convegno mira a promuovere una specifica cultura della prevenzione e ad evidenziare quanti e quali siano i rischi delle sostanze più pericolose impiegate in ambito professionale, d’altro canto intende anche evidenziare come il mondo della Prevenzione Sanitaria nei luoghi di vita e di lavoro sia fortemente stimolato a collaborare con tutti quegli attori che, a livello nazionale e a vario titolo, risultano coinvolti. Ciò affinché gli obblighi da adottare ai sensi dei Regolamenti REACH e CLP non siano mai in contrasto con gli adempimenti contenuti nel Titolo IX, Capi I e II, del D.Lgs.81/08 e siano, al contrario, di forte supporto scientifico ed applicativo ad essi.

In tale ottica, il Convegno si collega e rientra pienamente nello spirito dei Convegni di AMBIENTE-LAVORO riguardanti la Sicurezza Chimica nei luoghi di lavoro”.

Neri, Ausl Romagna

Tra i convegni istituzionali storici, “DBA incontri” e “SICUREZZA_2026 – MACCHINE – Un requisito di sicurezza, diverse soluzioni: la valutazione del rischio per una sicurezza applicata” organizzato da Regione Emilia Romagna, Ausl Modena, Inail, per il quale abbiamo intervistato Pierpaolo Neri Azienda Usl Romagna Unità Operativa Sicurezza Impiantistica e Antinfortunistica Romagna.

“Il convegno è stato organizzato in collaborazione con INAIL DIT, organismo di eccellenza in materia di sicurezza delle attrezzature. Il riscontro è stato molto positivo. Ha avuto il merito di affrontare aspetti della sicurezza sul lavoro strettamente legati a tematiche concrete e applicative. Sono stati esaminati nel dettaglio alcuni requisiti di sicurezza delle macchine, evidenziando come i medesimi principi possano trovare applicazione in contesti produttivi differenti e su tipologie di macchine diverse, attraverso soluzioni tecniche specifiche.

A titolo esemplificativo, il requisito della visibilità può riguardare sia un trattore sia una macchina di linea. Analogamente, il requisito dell’accesso sicuro alle macchine può interessare attrezzature per il sollevamento, ma anche situazioni più articolate, come una cabina di verniciatura all’interno di un’officina di carrozzeria. Si tratta, dunque, di ambiti operativi molto diversi, che possono tuttavia essere ricondotti agli stessi principi generali di prevenzione e sicurezza. Questo approccio è apparso particolarmente concreto, efficace e utile per gli operatori di vari settori.

Nel corso degli anni si rileva certamente un’evoluzione nella cultura della sicurezza. La sensibilità verso questi temi è aumentata e iniziative di questo tipo rappresentano un segnale importante in tale direzione. Per quanto riguarda gli esiti e il miglioramento in termini di riduzione degli infortuni, alcuni progressi sono certamente riscontrabili. Tuttavia, il tema della sicurezza si confronta oggi con una rapida evoluzione tecnologica, che introduce continuamente nuove criticità ed insieme nuove opportunità ed anche nuove esigenze di regolazione del sistema di prevenzione. Come spesso accade, le norme in materia di sicurezza tendono a inseguire l’innovazione, senza riuscire sempre ad anticiparla.

L’approccio complessivo resta comunque positivo. Gli enti pubblici e le aziende più attente e virtuose sono in grado di mettere in campo azioni concrete e qualificanti in materia di sicurezza. Naturalmente esistono anche realtà meno sensibili, ma la presenza, in un pomeriggio di lavoro di tre ore, di circa duecento persone attente e coinvolte rappresenta un dato incoraggiante. Significa che su questi temi si sta sviluppando una riflessione seria, consapevole e sempre più strutturata“.

Bertoldo, Regione Emilia Romagna – Gruppo Interregionale Edilizia

Il Convegno Nazionale – Cantieri temporanei o mobili Organizzato da Ausl Romagna e Regione Emilia Romagna, e le parole di Michele Bertoldo, Regione Emilia – Romagna, Responsabile PP7 Edilizia e Agricoltura e Componente del Gruppo Interregionale Edilizia

“Il convegno si inserisce nell’ambito delle attività previste dal Piano della prevenzione in edilizia ed ha avuto due sessioni principali. La sessione mattutina è stata dedicata all’analisi dei piani mirati di prevenzione ed è stato inoltre presentato il concorso sulle buone pratiche per la sicurezza sul lavoro, organizzato dalle Regioni in collaborazione con il Consiglio Nazionale degli Ingegneri. La sessione pomeridiana ha affrontato invece nella prima parte il tema della sicurezza nei cantieri ferroviari, trattato in maniera congiunta dai componenti del gruppo nazionale edilizia e del gruppo nazionale ferrovie. Si tratta di un ambito di particolare interesse, anche alla luce delle recenti modifiche normative che hanno ampliato le competenze in materia di vigilanza nei cantieri e nelle ferrovie.

La parte finale ha interessato l’edilizia e i cantieri temporanei o mobili. Sono state inoltre esaminate le recenti modifiche al Decreto Legislativo 81/2008, con particolare riferimento agli articoli 115 e 113. Tali interventi normativi hanno contribuito a chiarire il tema dei sistemi di protezione contro il rischio di caduta dall’alto. Il principio fondamentale è che i sistemi di protezione collettiva debbano avere priorità rispetto ai dispositivi di protezione individuale, non esclusi, ma che devono rappresentare una scelta secondaria, adeguatamente motivata e supportata da una valutazione comparativa. Occorre privilegiare i sistemi di protezione collettiva e, quando si ricorre ai dispositivi individuali, dare priorità ai sistemi anticaduta e di trattenuta evitando situazioni nelle quali il lavoratore possa rimanere sospeso in aria, con conseguenti problematiche legate al recupero dell’operatore. Il principio della priorità delle misure collettive rispetto a quelle individuali è già presente tra le misure generali di tutela previste dal legislatore. Le misure collettive, infatti, garantiscono una protezione più ampia e indipendente dal comportamento del singolo lavoratore.

Il dispositivo di protezione individuale richiede sempre un corretto utilizzo da parte della persona e vi è quindi una componente soggettiva legata al comportamento individuale. Diversamente, un dispositivo di protezione collettiva, come un parapetto, protegge chiunque si trovi esposto al rischio, anche chi non ha frequentato un corso per DPI di terza categoria o non indossa un’imbracatura. Chiunque acceda a un’area in quota trova una protezione già presente e funzionante. Per questo motivo il principio resta chiaro: le misure collettive devono sempre precedere le individuali. La prevenzione efficace passa dalla progettazione di ambienti e procedure capaci di ridurre il rischio alla fonte, limitando il più possibile l’affidamento esclusivo al comportamento del singolo lavoratore”.

Zanardi, AUSL Reggio Emilia

Tra i temi trattati negli incontri istituzionali, anche “La prevenzione delle aggressioni e delle molestie nei luoghi di lavoro: le azioni della Regione Emilia Romagna”, nell’incontro tenuto da Azienda Usl di Ferrara, a margine del quale abbiamo intervistato Francesca Zanardi Direttrice UOC PSAL AUSL Reggio Emilia – Coordinatrice Gruppo tecnico regionale Stress Lavoro.

“Lo scopo del convegno è stato quello di diffondere il più possibile le attività che la Regione Emilia-Romagna sta portando avanti per la prevenzione delle aggressioni, delle violenze e delle molestie nei luoghi di lavoro. In questa occasione abbiamo dedicato un focus particolare alle aggressioni in ambito sanitario e all’interno delle nostre aziende sanitarie pubbliche, illustrando il lavoro svolto negli ultimi cinque anni anche attraverso il piano mirato di prevenzione rivolto alle CRA Case di riposo per anziani. È stato quindi illustrato un nuovo protocollo siglato dalla Regione Emilia-Romagna insieme alle sigle sindacali regionali, riguardante l’attivazione di un punto di ascolto per l’accoglienza e la prevenzione delle molestie, soprattutto a sfondo sessuale che potrebbero verificarsi nei luoghi di lavoro.

Stress, aggressioni, violenze e molestie sono rischi rilevanti collegati anche allo stress lavoro-correlato e possono essere presenti in tutti gli ambienti di lavoro; fanno parte dei rischi psicosociali e se parliamo in particolare di aggressioni e violenze, esistono settori maggiormente a rischio esposti, come la sanità, l’istruzione e il trasporto con conducente. Per quanto riguarda il tema della formazione e dell’Accordo Stato-Regioni, affrontato in differenti convegni istituzionali in Fiera, ancora una volta si è partiti da un livello alto, ministeriale e nazionale, per poi illustrare le azioni che verranno messe in campo, e sulle base delle novità previste dal nuovo Accordo Stato-Regioni, dalla nostra Regione nel prossimo Piano Regionale di Prevenzione. Suggerimenti, elementi di efficacia e criticità nelle attività di formazione.

Sono state evidenziate alcune criticità presenti e sono stati forniti suggerimenti per una formazione realmente efficace. Una formazione efficace dovrebbe essere costruita sul tipo di lavoro, sulla persona e sulle specificità del contesto. Dovrebbe essere continua, motivante, in grado di far sentire una persona parte del percorso e aiutarla a comprenderne l’utilità per la propria sicurezza e per quella degli altri.”

FONTE: QUOTIDIANO SICUREZZA

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