È stata presentata ufficialmente il 13 ottobre a Bruxelles da Eu-Osha la nuova campagna europea Ambienti di lavoro sani e sicuri 2026-2028 – Insieme per la salute mentale sul lavoro, Healthy Workplaces Campaign 2026-2028 – Together for mental health at work. Una nuova edizione dell’iniziativa triennale, che si segnala come la maggiore in Europa tra le attività di promozione della sicurezza e della salute sul lavoro.

La nuova campagna è stata lanciata nel corso di un convegno ospitato presso lo Charlemagne building della Commissione europea, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni europee, delle parti sociali e delle organizzazioni impegnate nella tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e al quale hanno preso parte tra gli altri Roxana Minzatu vicepresidente esecutiva della Commissione europea e Commissaria europea per le competenze, l’istruzione, la cultura, il lavoro e i diritti sociali; Li Andersson presidente della Commissione per l’occupazione e gli affari sociali (EMPL) del Parlamento europeo e William Cockburn Salazar, direttore esecutivo Eu-Osha.

Presente a Bruxelles Quotidiano Sicurezza, ancora una volta media partner ufficiale dell’iniziativa triennale dell’Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro.

#EUhealthyworkplaces

Al centro della rinnovata attività di promozione triennale ci sarà il tema della salute mentale nei luoghi di lavoro, della prevenzione dei rischi psicosociali, rischi attuali ed emergenti. Secondo i dati diffusi da EU-OSHA da dati Eurostat e OSHPusle,  il 45% dei lavoratori UE dichiara di essere esposto a rischi per il proprio benessere mentale sul lavoro e il 29% riferisce situazioni di stress, ansia o depressione causate o aggravate dall’attività lavorativa.

Obiettivo sarà richiamare l’attenzione di istituzioni, datori di lavoro, lavoratori e loro rappresentanti, partner e media partner attraverso sull’importanza della valutazione della salute mentale in ambienti di lavoro sani e sicuri.

Cinque sono le aree prioritarie individuate da EU-OSHA sulle quali si concentreranno le attività:

valutazione e gestione del rischio psicosociale;
molestie, molestie sessuali e violenza;
rischi fisici e salute mentale;
rischi psicosociali nel settore sanitario e dell’assistenza sociale; e
sostenere la salute mentale sul luogo di lavoro.

Aree intorno alle quali si articoleranno le collaborazioni con i Focal point nazionali, partner e media partner e stakeholders e supportate dal portale multilingue, dai social network, da ricerche, materiali divulgativi. Dalla “Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro” e dal premio buone prassi.

Appena avviato da Eu-Osha l’iter per la raccolta di candidature dei nuovi partner, al quale si potrà rispondere entro il 15 gennaio 2027.

Campaign launch

La giornata di presentazione si è tenuta nella mattinata del 13 ottobre presso lo Charlemagne building della Commissione Europea, a Bruxelles. Un momento di presentazione e dibattito che ha coinvolto istituzioni e rappresentanti di organizzazioni europee, intorno ai temi della salute mentale sul lavoro, rischi psicosociali, impatto dell’organizzazione aziendale, come essere coinvolti e sostenere la nuova campagna.

Così William Cockburn, direttore esecutivo dell’EU-OSHA: “I soggetti datoriali hanno l’obbligo legale di tutelare la salute del personale, compresa la salute mentale. I dati più recenti indicano che le barriere e la riluttanza ad affrontare i rischi psicosociali sono fenomeni diffusi, e che molte organizzazioni non dispongono delle competenze o delle risorse necessarie per affrontare tali questioni. La campagna mira ad aiutare le organizzazioni a gestire i rischi psicosociali in tutti i settori fornendo dati, soluzioni basate su dati concreti e strumenti pratici. Queste risorse sosterranno l’azione preventiva, miglioreranno l’organizzazione del lavoro e promuoveranno il dialogo tra i soggetti datoriali e la forza lavoro al fine di creare ambienti di lavoro solidali e inclusivi”.

Roxana Mînzatu, vicepresidente esecutiva della Commissione europea e Commissaria europea per le competenze, l’istruzione, la cultura, il lavoro e i diritti sociali: “Un buon lavoro protegge la salute mentale e la sicurezza fisica. Nessuno deve sacrificare il proprio benessere per guadagnarsi da vivere. La salute mentale è una priorità nell’approccio dell’UE alla sicurezza e alla salute sul lavoro ed è al centro del nostro impegno a favore di posti di lavoro di qualità. In collaborazione con l’EU-OSHA, promuoveremo misure concrete per prevenire i rischi e creare luoghi di lavoro più salubri, aiutando le persone a realizzarsi e le organizzazioni ad avere successo”.

Previsto al termine della mattinata un incontro dei media partner con il direttore Eu-Osha Cockburn, affiancato da Julia Flintrop Eu-Osha, Heike Klempa Eu-Osha. Così il direttore Cockburn, in risposta alla nostra domanda sui temi sui quali insistere per incrementare le attività di informazione per la prevenzione: “Quando esaminiamo le barriere e gli ostacoli agli interventi aziendali – in particolare nelle piccole imprese – la mancanza di consapevolezza rimane il problema principale nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro (SSL). Ciò in particolare per la prevenzione dei rischi psicosociali, con le piccole imprese che possono trovarsi in situazioni critiche, concentrate sulla propria sopravvivenza a breve termine, trascurando la questione della SSL.

A volte le stesse piccole imprese tendono ad adottare un approccio meno formale, tuttavia la ricerca dimostra la necessità di un approccio sistematico alla sicurezza sul lavoro che comprenda l’identificazione dei rischi, la loro valutazione e l’adozione di misure concrete. È quindi fondamentale far passare il messaggio: affrontare i rischi psicosociali è una prima responsabilità, è una questione di salute e sicurezza oltre che un obbligo previsto dalla normativa vigente. È inoltre un fattore che porta vantaggi all’impresa, ai datori di lavoro e alle organizzazioni.

Tra gli altri ostacoli comuni nella prevenzione possono ad esempio figurare la percezione di eccessiva complessità, la mancanza di risorse e l’incertezza su come iniziare. Esistono però attualmente strumenti adeguati ai quali ricorrere, come strumenti online interattivi per la valutazione dei rischi, linee guida ed esempi pratici. È possibile accedere a diverse forme di supporto. Nel corso del tempo, abbiamo anche osservato un cambiamento nel ricorso a esperti esterni nella prevenzione, passando da figure generaliste a specialisti. Si tratta di una tendenza che varia notevolmente da un Paese europeo all’altro, ha l’obiettivo di orientare servizi di prevenzione esterni verso sfide specifiche in materia di salute e sicurezza.”

FONTE: QUOTIDIANO SICUREZZA

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